"Tu chiamale se vuoi emozioni". Già, una colonna sonora firmata da Lucio Battisti avrebbe reso più suggestivo il Mubit, il Museo del basket italiano, inaugurato un mese fa. Il Museo, si era detto, avrebbe potuto ospitare eventi. E ieri, appunto, passerella per la nuova maglia della nazionale firmata Macron. La maglia del centenario. Quella maschile, insieme con il font vintage, propone i nomi dei quasi cinquecento atleti che, dal 1926 a oggi, hanno indossato quella canotta. Nel retro del colletto, l’amarcord della prima partita, Italia-Francia, con tanto di data e punteggio.

Fascino speciale anche per la divisa femminile che, sul colletto, ha la frase finale dell’inno di Mameli, "L’Italia chiamò". Emozioni vere perché il Mubit si riempie di ’figurine’. Solo che non sono sticker, sono eroi in carne e ossa. I nomi? Dino e Andrea Meneghin, Roberto Brunamonti, Pierluigi Marzorati, Romeo Sacchetti, Andrea Bargnani, Giacomo Galanda, Gianluca Basile, Carlo Recalcati, Carlton Myers, Marco Belinelli, Stefano Mancinelli, Renzo Bariviera, Renato Villalta, Gregor Fucka, Gigi Datome, Simone Fontecchio, Giorgio Bongiovanni.

E ancora Luca Banchi, Andrea Capobianco, Olbis Andrè, Martina Kacerik e il presidente dei canestri, Gianni Petrucci. A fare gli onori per Macron Francesco Martinelli, direttore technical sponsorship. Il Mubit si trasforma in un covo accogliente di emozioni e gag, abbracci e sorrisi. Spunta pure una lacrima (forse non solo una, grazie a Sacchetti. Meo ricorda un compagno di squadra, "Marco Bonamico", e lo dice con una voce rotta da un’emozione e un senso di smarrimento che non possono che essere contagiosi. Poi, una volta premiato Giorgio Bongiovanni, azzurro degli anni Cinquanta, che il 4 marzo ha tagliato il traguardo del secolo di vita, sempre Meo invita tutti alla standing ovation, perché l’azzurro di ’Bongio’ è speciale.