Storie di capitani e di leggende. Il successo della Virtus su Trento, che ha consentito ai bianconeri di Bologna di raggiungere la semifinale, ha tanti protagonisti. Tra questi, Daniel Hackett. Per militanza in bianconero, stante l’infortunio e poi l’intervento al ginocchio per Pajola, Danny-Boy era il più indicato per ricoprire il ruolo di capitano. E, a parole, questo riconoscimento è stato sdoganato, negli spogliatoi, proprio dal patron Massimo Zanetti. Complimentandosi con la squadra, non solo per il successo, ma anche per la reazione, Zanetti ha indicato i suoi capitani.
"D’ora in poi, visto l’infortunio e l’intervento per Pajola, fate affidamento su Hackett e Vildoza".
Hackett non ha nemmeno avuto bisogno dell’investitura del presidente. E’ un leader e un combattente nato: contro Trento, in gara-cinque, l’ha ribaltata lui, a dispetto dei 38 anni. L’ha ribaltata dimostrando di avere gambe buone e un cervello fino. Ha oscurato la visuale a Dj Steward, nonostante i 38 punti, è stato glaciale dalla lunetta, ha coinvolto i compagni mettendoli in condizione di segnare.
Ruolo da condividere con Luca Vildoza, fresco papà (di Teo). Mentre Hackett, al quale l’ironia non manca, su Sky si è definito il nonno del gruppo.








