Tra il 2019 e il 2025 i salari reali dei lavoratori nel mondo sono diminuiti del 12%, mentre le retribuzioni dei CEO sono aumentate del 54 per cento. I dati del rapporto Oxfam e International Trade Union Confederation

Tra il 2019 e il 2025 i salari reali dei lavoratori nel mondo sono diminuiti del 12%, mentre le retribuzioni dei CEO sono aumentate del 54 per cento. È il dato più emblematico contenuto nella nuova analisi pubblicata da Oxfam e International Trade Union Confederation. Il rapporto ha preso in esame 1.500 grandi aziende in 33 Paesi che hanno reso pubblici i compensi dei propri amministratori delegati nel 2025. Il risultato mostra un mondo del lavoro sempre più polarizzato dove i patrimoni miliardari e gli stipendi dei top manager crescono rapidamente mentre milioni di persone vedono diminuire il proprio potere d’acquisto. Secondo il report, lavorare non basta più a garantire l’uscita dalla povertà. Nel 2025, infatti, l’8% delle persone occupate nel mondo viveva comunque in condizioni di povertà.

La sempre più grande differenza tra gli stipendi dei lavoratori e dei manager

Nel 2025, gli amministratori delegati delle grandi aziende hanno visto i propri compensi aumentare venti volte più velocementemente rispetto ai salari medi dei dipendenti. Un CEO medio nel 2025 ha guadagnato circa 8,4 milioni di dollari tra stipendio e bonus, contro i 7,6 milioni dell’anno precedente. Per accumulare la stessa cifra, un lavoratore medio dovrebbe lavorare circa 490 anni. Secondo Oxfam e ITUC, il calo dei salari reali equivale simbolicamente a 31 giorni di lavoro gratuito solo nel 2025. Il divario appare ancora più evidente se si tiene conto che il lavoro abbia progressivamente perso la sua funzione storica di strumento di emancipazione economica e sociale. Secondo il report infatti, nel 2025 circa l’8% delle persone occupate nel mondo viveva comunque sotto la soglia di povertà.