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Gaia Piccardi

Intervista all'ex campione, ora talent di Warner Bros Discovery: «Jannik sa ragionare per compartimenti stagni, ha preso qualcosa da tutti i Big-3. Ma il tennis è superiore ai suoi protagonisti»

«Jannik ha lo sguardo dell’assassino. Arriva alle spalle, senza farsi sentire e, bang, sei morto. Ti taglia la gola o ti fredda con un colpo di pistola, poco cambia, poi passa alla prossima vittima. È così focalizzato sul lavoro da fare che seppellisce le emozioni, una ad una. Se si permettesse di provarle, rischierebbe di perdere lucidità».

Jim Courier, 55 anni, americano della Florida, è l’analista più affilato (è ottimo talent di Warner Bros Discovery) e l’intervistatore più acuto del circuito Atp. Non gli piace usare giri di parole, come la descrizione del numero uno italiano del tennis dimostra. Affronta i temi con lo stile con cui colpiva il rovescio: un colpo secco a occhi chiusi, come se impugnasse una mazza da baseball. Può permetterselo: Courier ha vinto due volte a Parigi (nel ‘91 e ‘92, battendo Agassi e Korda, per un totale di quattro Major) ed è stato in vetta al ranking per 58 settimane tra il ‘92 e il ‘93.