Jim Courier racconta Jannik Sinner mentre è in corso il Roland Garros con una definizione fortissima: un “killer” sportivo capace di cancellare le emozioni, restare lucido e trasformare la pressione nella sua arma più potente.
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Jim Courier non ha scelto una formula morbida per raccontare Jannik Sinner. Con il Roland Garros nelle sue fasi iniziali, il 55enne americano, ex numero 1 del mondo e due volte campione a Parigi, ha descritto il tennista italiano con un'immagine brutale, ma usata nel senso più alto possibile dal punto di vista sportivo: quella del killer freddo, del giocatore che non concede segnali, non mostra crepe e non lascia all'avversario il tempo di capire dove sta andando la partita.
"Jannik ha lo sguardo dell'assassino. Arriva alle spalle, senza farsi sentire e, bang, sei morto. Ti taglia la gola o ti fredda con un colpo di pistola, poco cambia, poi passa alla prossima vittima. È così focalizzato sul lavoro da fare che seppellisce le emozioni, una ad una. Se si permettesse di provarle, rischierebbe di perdere lucidità". È questa la frase più forte dell'intervista rilasciata al Corriere della Sera da Courier, oggi analista e voce tra le più ascoltate del circuito. Jannik Sinner e Jim Courier Per Courier la grandezza di Sinner numero uno al mondo non sta soltanto nel diritto, nel rovescio o nella capacità di comandare lo scambio. Sta soprattutto nella testa. Nella capacità di prendere una partita, dividerla in momenti più piccoli e affrontare ogni punto come se fosse un problema separato dal resto. Senza lasciarsi trascinare dal punteggio, dalla pressione o da quello che accade fuori dal campo.












