Da sempre il desiderio di scoprire il mondo è più forte della paura. Viaggiare è un’inclinazione naturale per molti, e se oggi lo si fa principalmente per diletto, resta quel richiamo irresistibile di vivere e conoscere nuove realtà, o semplicemente staccare dalla routine. Nell’antichità si scongiurava l’incertezza navigando di cabotaggio lungo le coste, mentre le attraversate oceaniche della storia moderna si affidavano a brama e conoscenza, azzardo e fede celeste. Oggi, prima di “salpare”, lo si fa nel mare magnum dell’informazione, tentando di orientarsi prima di partire, soprattutto in questo particolare periodo storico, dove per certi versi sembra di essere tornati ad interrogare le stelle. Ma nonostante l’imprevedibilità di chi tende le fila di un teatro mondiale su poche miglia di uno stretto di mare, la macchina turistica continua a muoversi con cauta consapevolezza puntando all’obiettivo primario, la tutela dei consumatori. Ed è così che il viaggio cambia la precedente narrazione ma non la sostanza e si continua a pianificare l’estate che sta per arrivare.

Viaggiare secondo gli esperti

Stefano Arossa, Commercial Regional Manager di WeRoad: “Secondo noi viaggiare in paesi non impattati dalla guerra rimane sicuro come lo era prima. Quello che osserviamo è che i viaggiatori non stanno smettendo di viaggiare, ma stanno riorientando le proprie scelte. L’impatto che ci aspettiamo sul turismo mondiale, in base a quella che è la situazione ad oggi, rimane limitato ad una zona specifica. Siamo però consapevoli che molte persone possano essere preoccupate e ipotizziamo che la maggior sicurezza e la facilità di accesso siano priorità per chi viaggia”. Alla luce di questo cambiamento, sono diverse le mete europee che restano consolidate, come per esempio la Spagna, ma al contempo emergono nuove tendenze. Arossa aggiunge: “Capo Verde cresce di otto volte, trainata anche dai nuovi voli diretti EasyJet da Milano verso l’Isola di Sal”.