Portare avanti la gravidanza con un tumore al seno oggi si può. Non è il primo caso - e non sarà l'ultimo - quello che vede protagonista una giovane donna di Salerno alla quale il professore Michelino De Laurentiis ha restituito la speranza. È una psicologa, sceglie di non rivelare il suo nome per "questioni di scaramanzia". Le avevano detto, più di uno specialista, che poteva anche dimenticarsi di mettere al mondo il figlio che aspettava: "Cara signora, pensi a curarsi, lasci perdere i bambini". Una sentenza vera e propria, anzi due: il cancro da combattere e una maternità da dimenticare. Amarezza, paura e un gran dispiacere. Poi la svolta. Qualcuno le fa il nome del direttore del Dipartimento di oncologia senologica del Pascale. Michelino De Laurentiis la riceve, studia il caso e con poche parole le restituisce un sogno: si può affrontare e curare un tumore al seno durante la gravidanza. «Può curarsi - le ha detto De Laurentiis - e continuare a essere mamma». Una storia di grande coraggio, certo, ma anche del buon esito della medicina multidisciplinare, uno dei modelli più efficaci e innovativi nell'assistenza sanitaria.
LA STORIA È il 18 maggio quando la giovane psicologa entra in sala operatoria per essere sottoposta a un delicato intervento di mastectomia, i medici le spiegano che si tratterà di praticare anche una "dissezione linfonodale ascellare con ricostruzione mammaria immediata". A guidare l'équipe chirurgica i dottori Raimondo Di Giacomo e Alfredo Fucito, affiancati da un team composto da specialisti altamente qualificati che hanno collaborato in sinergia per la migliore riuscita dell'intervento. Fondamentale anche il contributo degli anestesisti che hanno calibrato la narcosi sulle esigenze di una paziente in gravidanza, oltre al supporto costante dei ginecologi impegnati nel monitoraggio del benessere fetale. La futura mamma oggi sta bene. E - assicurano i medici del Pascale - sta molto bene anche il bambino che porta in grembo. Dopo appena due giorni di degenza è stata anche dimessa in condizioni cliniche che vengono giudicate "ottime".Salerno, De Luca capocantiere: «Il piano delle opere per i primi 60 giorni»«L'intervento - spiega il professore De Laurentiis - rappresenta uno di quei casi in cui oncologia, chirurgia, anestesia e ginecologia devono dialogare in perfetta sintonia. Operare una paziente oncologica in gravidanza richiede infatti un equilibrio delicatissimo: curare tempestivamente il tumore senza mettere a rischio il feto, monitorando ogni parametro materno e fetale durante tutte le fasi dell'operazione».LA PIANIFICAZIONE Dal punto di vista medico, il caso ha richiesto una pianificazione estremamente accurata. La mastectomia con dissezione linfonodale ascellare - aggiungono i dottori Di Giacomo e Fucito - è un intervento complesso già in condizioni ordinarie; in gravidanza lo diventa ancora di più. La strategia terapeutica deve tenere conto dell'epoca gestazionale, della biologia del tumore, della sicurezza farmacologica e anestesiologica e della necessità di ridurre al minimo stress chirurgico e complicanze. La scelta della ricostruzione immediata, poi, contestualmente all'asportazione della mammella, ha consentito alla paziente di evitare ulteriori interventi futuri, limitando l'impatto psicologico e fisico di un percorso già profondamente impegnativo. Dietro il successo clinico resta soprattutto la storia di una donna che ha dovuto affrontare contemporaneamente la paura della malattia e la responsabilità di proteggere una nuova vita. Chi l'ha incontrata in reparto racconta di una paziente forte, lucida, sempre sorridente nonostante tutto. Una futura mamma che, entrando in sala operatoria, avrebbe detto ai medici soltanto una frase: "Pensate prima a lui".







