Con un buco di almeno un milione e 600mila euro nelle casse, ieri è stato dichiarato fallito il ristorante Madeira. Il giudice Filomena Di Gennaro del tribunale di Macerata ha accolto l’istanza di liquidazione giudiziale in proprio che era stata depositata dal titolare, l’ex pallavolista della Lube Robertlandy Simon. Ora la gestione del locale, aperto dal 2019, passa al curatore fallimentare, il commercialista maceratese Alessandro Benigni. A lui toccherà mettere ordine nella documentazione del Madeira e cercare un modo per aldare i conti in sospeso con i creditori, e cioè i fornitori e lo Stato, per contributi, tasse, imposte e more non pagate. Un’ipotesi – già sperimentata in situazioni simili – potrebbe essere affidare la gestione a qualcuno, ma sarà da capire come visto che parte dell’attività al momento sarebbe affittata da un’altra società.

La vicenda è complessa, e non solo sotto il profilo della contabilità. Il campione cubano aveva aperto il ristorante sul lungomare Piermanni con alcuni soci, mettendoci poco meno di un milione di euro. Nei mesi scorsi però, avrebbe scoperto che nostante l’attività andasse bene, le casse della società erano vuote. Il pallavolista avrebbe allora affidato la gestione del locale a un cugino. Ma intanto, assistito dall’avvocato Massimo Bertola, ha portato i libri contabili in tribunale, dando il via alla procedura che ha fatto dichiarare ieri il fallimento per lo stato di insolvenza. Inoltre, con l’avvocato Gabriele Cofanelli ha depositato una denuncia alla procura, su cosa potrebbe essere avvenuto nella gestione del locale.