Il Tar dà ragione ai comitati pacifisti e sconfessa Todde e la sua giunta. Non è solo un “fatto locale”, se qualcuno, dentro al campo largo, ora si arrischia a dire che per la presidente della Sardegna non è scontato riuscire ad arrivare a fine mandato. E a renderlo evidente, oltre ai malumori in chiaro, c’è pure l’imbarazzato sottrarsi dei Cinque stelle che a precisa domanda preferiscono svicolare: “No comment”. L’insofferenza del campo largo è causata in queste ore da Alessandra Todde, eletta presidente in quota M5s nel 2024, ex sottosegretario allo Sviluppo economico, fedelissima di Giuseppe Conte. La pietra dello scandalo? Aver schierato la sua giunta regionale contro i comitati pacifisti che si oppongono al raddoppio della fabbrica di armi Rwm, nel Sulcis. L’Avvocatura regionale, infatti, su decisione della giunta Todde , si è costituita in giudizio e ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dalle associazioni Movimento Nonviolento, Italia nostra, Comitato per la riconversione di Rwm e A Foras contro l’allagamento dello stabilimento a Domusnovas, nel sud-ovest della regione. Secondo quanto risulta al Foglio, ieri il Tar Sardegna ha accolto quel ricorso, o quanto meno non l'ha sospeso (come chiedevano l'azienda e la regione), rinviando la decisione nel merito. Ingenerando così ancora più confusione nei confronti della giunta, con la regione che adesso potrebbe dover pagare risarcimenti milionari. I suddetti comitati, va da sé, nei giorni scorsi avevano strabuzzato gli occhi, parlando di “scarto trai valori politici annunciati da questa giunta e le sue scelte giuridiche”, come raccontato dal Fatto Quotidiano. Ma pure nel campo largo l’umore è preccocché lo stesso. “Dalle armi alle rinnovabili, notiamo un po’ troppe contraddizioni in quello che sta facendo Alessandra Todde”, si sbottona in Transatlantico uno dei due leader di Avs Angelo Bonelli. “Io l’ho sempre detto che ero contrario alle politiche sulle rinnovabili di Todde. E lo stesso dico sulla vicenda di Rwm, in cui si preannuncia una cosa e se ne fa un’altra”. Ci saranno contraccolpi sul campo largo? Ci arriva, la presidente della Sardegna, alla fine della legislatura? “Non so dire per il campo largo, sicuramente sono scelte che si pongono in contrasto con Avs”, rintuzza ancora Bonelli. E in effetti erano stati proprio gli esponenti locali dell’Alleanza verdi e sinistra, in passato, a perorare la causa dei comitati che si battevano contro lo stabilimento di armi, parte del gruppo tedesco Rheinmetall, che tra le altre cose fornisce armi anche all’esercito israeliano. Anche per questo pressing Todde, che in origine era intenzionata a dare il via libera alla Valutazione d’impatto ambientale, era ritornata sui suoi passi optando per una “non decisione”. Un’inerzia che aveva portato il governo Meloni a spedire sull’isola un commissario “ad acta”, la dirigente del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica Orsola Renata Maria Reillo. E che ha poi portato il Tar a condannare la stessa regione per quel silenzio, imponendo a Todde di pagare un compenso allo stesso commissario.Da Sinistra italiana l’hanno definito un “grave errore politico”. E allora dall’entourage della Todde hanno provato ad addossare le responsabilità all’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi, del Pd. La quale ha voluto specificare che “la costituzione in giudizio non è partita dalla presidente Todde ma dalla direzione generale dell’assessorato all’Ambiente. La costituzione in giudizio rappresenta un atto dovuto quando occorre tutelare l’amministrazione dal rischio di eventuali richieste risarcitorie che potrebbero ricadere sull’intera collettività”. Un modo per cercare di frenare le critiche che però non ha pagato, visto che ancora ieri Todde è stata presa di mira dai comitati pacifisti che si sono trovati a protestare all’esterno del Tar sardo, prima che il tribunale amministrativo emettesse il suo verdetto di accoglimento del ricorso.Solo un paio di giorni fa, alla Camera, il Movimento cinque stelle organizzava un nuovo convegno sul “genocidio a Gaza”, con Francesca Albanese in collegamento pronta a scagliarsi contro Israele simbolo del “necrocapitalismo” delle armi. Poi però la loro presidente di regione, quella che aveva fermato “il vento della destra”, ha detto sì, con la regione, all’ampliamento di un’azienda che con il gruppo israeliano UVision Air produce droni. “Contraddizioni”, per dirla ancora con Bonelli, che inquietano e non poco il campo largo sardo. Sempre più in preda a interrogativi sulla tenuta di una squadra di governo a dir poco traballante.