Gianmaria Nardi, assessore alla Partecipazione, intende riattivare i consigli dei cittadini per affrontare i piccoli problemi dei diversi quartieriUn nuovo modello di partecipazione per riportare i cittadini al centro della vita pubblica. Una volta esistevano le circoscrizioni, oggi è però possibile avvicinarsi a quegli obiettivi attraverso le comunità di zona, un organo filtro tra Comune e città. È questo l’obiettivo del Comune per ridisegnare i consigli dei cittadini, tema al centro della commissione sulla Partecipazione, presieduta da Letizia Carusi, illustrato dall’assessore Gianmaria Nardi. Sul tavolo la proposta di trasformare i tradizionali organismi territoriali in comunità di zona, capaci non solo di rappresentare i quartieri, ma anche di raccogliere bisogni, idee e criticità quotidiane. "Dopo diversi confronti — ha spiegato Nardi — abbiamo verificato gli aspetti positivi del modello precedente, anche se non in grado di soddisfare tutte le aspettative. Da qui la scelta di costruire una sintesi tra il sistema tradizionale e le proposte più innovative". L’impianto manterrebbe il metodo elettivo, con autocandidature e un voto in assemblea. La mappa delle aree seguirebbe quella storica: dai paesi a monte al centro cittadino, le ‘adiacenze’ Bonascola, Nazzano, Fontia, Fossola e Fossone, oltre ad Avenza e Marina. Il consiglio potrà avere da sette a undici membri, guidati dal più votato o eletto internamente. Ma il cuore della riforma riguarda le funzioni: consultazione, monitoraggio, promozione della partecipazione e maggiore comunicazione con i residenti. Tra le novità c’è anche uno strumento operativo per segnalare piccole manutenzioni e problemi "Chi vive i luoghi conosce criticità spesso invisibili, ma non per questo meno importanti — ha sottolineato Nardi — e l’obiettivo è dare risposte rapide con uno strumento apposito e capacità d’intervento". Il percorso entrerà nel vivo tra giugno e luglio con nuovi confronti in commissione. A settembre il voto in consiglio.