Si appesantisce la posizione di Andrea Mostoni, il 29enne originario di Robecco sul Naviglio sotto processo davanti alla Corte d’Assise di Busto Arsizio per l’omicidio di Vasilica Potincu, la 36enne trovata senza vita il 25 maggio dello scorso anno in un appartamento di via Stelvio a Legnano. Nel corso dell’ultima udienza, il pubblico ministero Ciro Caramore ha contestato all’imputato anche il reato di atti persecutori nei confronti della vittima. Una contestazione che introduce l’aggravante dello stalking e che potrebbe incidere sulla pena, fino ad arrivare all’ergastolo.

La donna, escort residente a Cinisello Balsamo, era stata trovata morta all’interno dell’appartamento dove riceveva i clienti. A colpirla mortalmente sarebbe stata una coltellata alla schiena. Mostoni era stato fermato il 28 maggio mentre il fermo era stato convalidato dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio. Da allora il giovane ha scelto di non rispondere alle domande degli investigatori e dei magistrati. Secondo la ricostruzione della Procura, tra l’imputato e la vittima si sarebbe sviluppato un rapporto ossessivo.

Gli investigatori sostengono che il 29enne avesse versato alla donna oltre 50mila euro tra bonifici e contanti, sviluppando nei suoi confronti una dipendenza emotiva. Sempre secondo l’accusa, Mostoni avrebbe iniziato a pretendere la restituzione del denaro, dando origine a tensioni sempre più frequenti fino all’invio di una diffida legale nei confronti della donna. Per gli inquirenti sarebbe stato proprio questo contesto di ossessione, pressioni e conflitti a fare da sfondo all’omicidio avvenuto nell’appartamento di via Stelvio.