Migliaia di persone all’alba, tappeti stesi nell’Area feste e una parola ricorrente nei discorsi: pace. A Pioltello la celebrazione dell’Eid, una delle ricorrenze più importanti del calendario islamico, si è trasformata ancora una volta in un momento collettivo che ha superato i confini religiosi, coinvolgendo amministratori locali, sacerdoti e famiglie della città. Fin dalle 7 di ieri i fedeli si sono ritrovati nell’area lungo la Pobbiano-Cavenago per la tradizionale preghiera che segna un tempo di condivisione e rafforzamento dei legami familiari e sociali. A organizzare l’evento, unite per l’occasione, le due principali realtà della comunità islamica pioltellese: l’associazione El Huda del Satellite e La Fratellanza di Seggiano. Presenti anche il vicesindaco Saimon Gaiotto e Mirko Dichio, assessore ai Servizi sociali, e don Luca Giudici, a nome delle quattro parrocchie cittadine.

Una presenza significativa in una giornata in cui il messaggio condiviso è stato quello della convivenza. "Questo oggi diventa un luogo di pace, qui ci riconosciamo l’uno nell’altro andando oltre la paura del diverso", ha sottolineato Gaiotto durante il momento istituzionale che ha preceduto il raccogliemnto. Sulla stessa linea l’intervento di don Giudici, che ha richiamato il valore universale della solidarietà: "Fare festa significa riconoscere che il mondo è una casa bella perché Dio si prende cura di tutti, indipendentemente dalla fede o dalla provenienza". Per la prima volta l’appuntamento si è aperto a tutta la città: ieri il parco Baden Powell ha ospitato un momento di convivialità con gonfiabili, musica e giochi per bambini. Non solo una ricorrenza religiosa, quindi, ma un invito alla partecipazione. Bar.Cal.