A piedi, in bicicletta e in canoa con partenza da Ventimiglia e arrivo al seminario vescovile di SarzanaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTre giorni di strada, relazioni, preghiera e impegno educativo. Dal 22 al 24 maggio la Liguria è stata attraversata da ponente a levante dalla staffetta “Costruttori di Pace – In cammino da Ponente a Levante”, promossa da Agesci Liguria insieme ai gruppi Cngei e alle comunità Masci. Partita da Ventimiglia e conclusa sera a Sarzana, al Seminario vescovile, l’iniziativa ha unito le due estremità della regione, coinvolgendo decine di gruppi scout, giovani, capi, adulti, famiglie, comunità locali e cittadini. A piedi, in bicicletta e in canoa, il testimone della pace ha percorso oltre 280 chilometri, attraversando strade, sentieri, piazze, porti e luoghi significativi del territorio ligure. Ogni tappa è stata occasione di incontro, riflessione e testimonianza, per ricordare che la pace non è un’idea astratta, ma una scelta quotidiana fatta di ascolto, responsabilità, cura delle relazioni e capacità di abitare le differenze senza trasformarle in distanze.
L’iniziativa nasce dal Manifesto della Pace, elaborato dalle Comunità capi durante l’assemblea regionale Agesci Liguria dello scorso aprile a Genova. La pace ha viaggiato anche sul mare, grazie ai rover e alle scolte che hanno percorso in canoa il tratto da Celle Ligure a Varazze. Dopo le tappe del Ponente, il cammino è proseguito da Genova verso il Levante ligure fino all’arrivo nella provincia di Spezia. Nell’ultimo tratto, da Santo Stefano di Magra a Sarzana, i passi degli scout sono stati accompagnati dalla Luce della Pace di Betlemme, fiamma proveniente dalla Grotta della Natività e custodita alla Spezia: un segno dal forte valore simbolico che ha guidato l’ultimo tratto notturno della staffetta, tra silenzio, canti di strada e speranza condivisa. Ogni gruppo ha vissuto una propria cerimonia di consegna del testimone: una bandiera della pace arrotolata come un fazzolettone scout. Al termine del percorso, quel fazzolettone portava le firme dei gruppi partecipanti, diventando segno visibile di un cammino realmente condiviso.








