Alta Scuola di Pelletteria, la vertenza è ancora aperta. A febbraio scorso lavoratori e sindacati lanciarono un appello per risolvere la questione: allora non c’erano certezze per i dipendenti rimasti e nessun confronto sindacale con i comuni soci della struttura formativa storica nel distretto della pelletteria. A oggi non è cambiato nulla. "In mancanza di una risposta in tempi ragionevoli – ha detto Marco Conficconi Uiltucs Toscana – ci rivolgeremo al giudice per chiedere il conto a chi di dovere di questa condotta antisindacale. E presenteremo un esposto in Procura per capire se le azioni delle amministrazioni socie da una parte e della fondazione Mita dall’altra, siano in linea con le normative in materia. Da tempo chiediamo una data per proseguire il dialogo avviato mesi fa. Ma se questa data non ci sarà dovremo trarne le conseguenze e agire nell’interesse dei lavoratori".

La scuola era uno dei punti di riferimento per la formazione base nella pelletteria. Ma la sede di Scandicci è praticamente ferma da maggio scorso. Quella di Pontassieve ha l’ultimo corso che finirà il 18 giugno; quella di Bagno a Ripoli è stata rilevata dalla Fondazione Mita. Proprio con l’Its un anno fa era stata ipotizzata una fusione, che poi non è stata portata a termine. Delle tre dipendenti, due sono state licenziate (una di queste è stata in grado di raggiungere la pensione), la terza è ancora al lavoro ma con molti interrogativi sul proprio futuro. I sindacati hanno chiesto chiarezza sul versamento del Tfr dei dipendenti; l’associazione San Colombano è composta tra gli altri dai Comuni di Pontassieve, Scandicci e Bagno a Ripoli, oltre che da CNA e Confindustria Firenze. Gli stessi comuni hanno quote anche nella fondazione Mita società a partecipazione pubblica, che si occupa ugualmente di formazione e avrebbe potuto, secondo i sindacati, trovare una soluzione soprattutto ai problemi occupazionali.