Aggiornamento 24 aprile, ore 12:30 – L’aula della Camera ha approvato la definitiva conversione in legge del decreto “Sicurezza” con 162 voti favorevoli e 102 contrari e un astenuto.***
Un emendamento per correggere la norma sui premi agli avvocati che si occupano di rimpatri. Anzi no: un nuovo decreto-legge per correggere il decreto “Sicurezza”. O forse nemmeno, nessuna correzione. La maggioranza di centrodestra non sa bene che strategia mettere in atto per risolvere i problemi del decreto che contiene misure per rendere più severo il controllo sulla sicurezza pubblica.
Nel tardo pomeriggio di lunedì 20 aprile il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti chiesto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano di correggere il decreto “Sicurezza”, in particolare la norma che prevede un premio per gli avvocati che assistono le persone migranti che fanno domanda di rimpatrio volontario, e che ha suscitato molte polemiche in questi giorni.
Il decreto “Sicurezza” è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio e poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio, entrando in vigore il giorno successivo. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione, però, il Parlamento ha 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore di un decreto per convertirlo definitivamente in legge, altrimenti decade. Dunque, il decreto deve essere convertito entro il 25 aprile e i tempi sono molto stretti: il testo è stato approvato al Senato senza modifiche solo il 17 aprile e ora è all’esame della Camera, che deve dare il via libera in meno di una settimana.







