Cultura 22 aprile 2026 La partecipazione del Paese, che mancava all’esposizione d’arte di Venezia dal 2019, sta avendo notevoli ripercussioni politiche Il padiglione russo alla Biennale di Venezia – Fonte: ANSA Il 21 aprile l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Kaja Kallas ha detto che l’Ue intende tagliare i fondi alla Biennale di Venezia, una delle più prestigiose esposizioni d’arte al mondo. Il motivo è il ritorno della Russia nell’edizione di quest’anno, dopo sette anni di assenza in seguito all’invasione dell’Ucraina. «Mentre la Russia bombarda musei, distrugge chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non dovrebbe esserle permesso di esporre le proprie opere: il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia è moralmente sbagliato e l’Ue intende tagliare i suoi finanziamenti», ha annunciato Kallas.
La Russia non partecipa alla Biennale d’Arte di Venezia con un proprio progetto dal 2019 perché nell’edizione successiva, che si è tenuta nel 2022 a causa del Covid, gli artisti russi hanno deciso di ritirarsi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. «Non c’è posto per l’arte quando dei civili muoiono sotto il fuoco dei missili», avevano dichiarato in un post su Facebook. Anche nell’edizione del 2024 la Russia non ha partecipato ufficialmente alla Biennale, ma ha affittato il padiglione alla Bolivia e nel 2025 ha ospitato al suo interno un progetto dell’architetto britannico Thomas Heatherwick. Quest’anno, però, la Russia ha deciso di tornare a utilizzare il proprio padiglione.






