“Ancora è presto per valutare le cause del caldo anomalo che ha investito l’Europa in questi giorni di fine maggio Tuttavia, la tendenza a lungo termine è chiara: le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti in un mondo che si riscalda rapidamente". Carlo Buontempo guida il team di scienziati europei che misura la febbre del pianeta. Dirige infatti il Climate Change Service di Copernicus, programma della Ue per il monitoraggio della Terra da satellite. Da quel punto di osservazione “vede” cosa accade e cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi.

Ma cosa potrebbe spiegare i 35 gradi a Londra a maggio?

“Ne sapremo di più quando avremo analizzato i dati e Copernicus pubblicherà il suo report mensile a inizio giugno. Per il momento possiamo supporre che l’ondata di calore abbia a che fare con la temperatura degli oceani vicino all’Europa: in questo momento hanno valori molto alti sia il Mediterraneo occidentale che l’Atlantico nordorientale. Più in generale, ci stiamo avvicinando alla temperatura più alta mai registrata negli oceani".

Cosa glielo fa dire?

"Quando qualche giorno fa ho consultato i dati relativi alla temperatura media oceanica, eravamo appena al di sotto dei valori del 2024, finora i più alti mai registrati. Verosimilmente saranno superati presto con ripercussioni sulla seconda parte del 2026 e sul 2027".