A Cuba c’è uno Stato nello Stato di cui nessuno sa niente che controlla tra il 40 e il 70% dell’economia dell’Avana e che però, volente o nolente, sempre alla famiglia Castro risponde.
Cos'è Gaesa e quanto vale l'economia sommersa a Cuba
Questo Stato nello Stato, che fa molta gola agli americani, è la Gaesa, acronimo di Grupo de Administracion Empresarial, S.A. (Società anonima Gruppo di amministrazione delle imprese) del quale nessuno sa nulla e su cui El País ha fatto luce in questi giorni con un lungo dossier dedicato all’isola caraibica.
Non si sa, ad esempio, chi siano i suoi amministratori né l’entità dei bilanci (anche se il Miami Herald, nel 2024, ha messo mano su alcune carte secondo le quali Gaesa avrebbe in pancia una liquidità pari a 12,4 miliardi di euro). Non si sa che fine facciano i soldi che vengono incassati dall’azienda: già, perché Gaesa gestisce hotel, stazioni di servizio, supermercati. Una cosa si sa: è un’azienda emanazione dei militari cubani e soprattutto controlla Bfi, la Banca finanziaria internazionale cubana.
C’è insomma un’oligarchia militare che vive benissimo in un’isola nella quale la notte cala il buio perché è finito il petrolio per far funzionare le centrali elettriche; e quest’oligarchia, peraltro, dagli anni 90 in poi, quando è stata fondata Gaesa dopo il crollo del Muro di Berlino grazie alle aperture che, a malincuore, Fidel Castro permise all’economia cubana, prospera spostando soldi di qua e di là nel mondo nella più totale segretezza.






