Monserrato.28 maggio 2026 alle 00:10Davanti al Riesame la difesa dei fratelli accusati di omicidio critica le indagini

La revoca della misura cautelare per l’assenza dei gravi indizi, ma anche la perdita di efficacia per omessa trasmissione degli atti d’indagine nei termini previsti dalla legge. È un attacco a tutto campo contro l’indagine dei carabinieri che ha portato in carcere Gianmarco e Filippo Tunis quello che ieri mattina l’avvocato Riccardo Floris ha formalizzato davanti ai giudici del Tribunale del Riesame.

Il tribunale

Un ricorso rimasto per giorni a “carte coperte” sino a ieri quando per quasi due ore il legale ha contestato da cima a fondo tutti i «gravi indizi» indicati nell’ordinanza di custodia cautelare con cui la giudice Claudia Sechi ha mandato in carcere i due giovanissimi fratelli cagliaritani accusati, assieme al quartese Daniele Campus, della rapina e dell’omicidio del 23enne Leonardo Mocci, di Villacidro, ucciso a Monserrato il mese scorso. Tra i punti cruciali del ricorso c’è il fatto che alcuni dei giovani sentiti come testimoni dai carabinieri sarebbero dovuti essere invece indagati da subito, dunque le loro dichiarazioni sarebbero inutilizzabili.

Di parere opposto il pubblico ministero Enrico Lussu (titolare del fascicolo con la collega Diana Lecca), che ha chiesto ai giudici di lasciare in carcere gli indagati perché sarebbero pericolosi. Non solo. Le due pistole usate nell’agguato non sarebbero ancora state trovate. Nel frattempo, martedì scorso, anche Campus (difeso dai legali Alberto Pani e Francesca Mannai) ha fatto l’udienza di riesame e la decisione del Tribunale della Libertà potrebbe essere depositata lo stesso giorno per tutti e tre.