Vladimir Putin è arrivato ad Astana, in Kazakistan per una visita di stato di tre giorni nella quale presenzierà anche al vertice dell’Unione economica eurasiatica (Uee) e alla riunione del Consiglio economico supremo eurasiatico, previsti per oggi e domani. E intanto fa dire al suo portavoce, Dmitri Peskov, che «La Russia e il presidente Putin sono aperti ai negoziati con l’Ue, ma gli europei stanno iniziando solo ora a prepararsi».
La nuova apertura di Mosca arriva dopo le dichiarazioni del 9 maggio, in concomitanza con le celebrazioni per la vittoria nella II Guerra mondiale. In quell’occasione il Cremlino aveva fatto sapere che «non era mai stato contrario» a riaprire i rapporti con Bruxelles. Il giorno dopo, tuttavia, i vertici russi avevano chiarito che qualsiasi trattativa non potrà prescindere dalle loro richieste e dalla «risoluzione delle cause profonde del conflitto in Ucraina». L’elemento in più aggiunto da Peskov ieri riguarda anche i futuri rapporti con i Paesi europei: «poiché discutere dell’architettura di sicurezza del continente senza di loro è impossibile».
In attesa di sviluppi sul fronte europeo e, soprattutto, dell’eventuale designazione di un inviato speciale dei 27 per le trattative con la Russia, il vice-ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, fa sapere che «le relazioni tra Russia e Stati uniti rimangono estremamente difficili». Nonostante «il dialogo e qualche progresso», restano «un considerevole carico di difficoltà, sanzioni e altre restrizioni». E al momento non sono previsti colloqui diretti tra Donald Trump e Vladimir Putin, anche se «le parti restano pronte e aperte all’organizzazione di un tale colloquio».






