Il sesto posto in Serie A e i 69 punti raccolti nella stagione 2025/2026 non rappresentano soltanto una battuta d’arresto sportiva per la Juventus. L’assenza dalla Champions League 2026/2027 si traduce in un impatto economico rilevante: oltre 40 milioni di euro di ricavi minimi in meno, ai quali vanno sommati bonus, diritti televisivi e indotto commerciale.
A fronte di un indebitamento finanziario netto di 280,2 milioni e di una perdita di 58,1 milioni nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025, la dirigenza bianconera è chiamata a scelte drastiche: non basta cedere, occorre farlo con criterio per liberare margini tecnici e finanziari.
In questa nuova, delicata mappa del mercato juventino, le priorità sono già definite. Al centro del progetto campeggia l’unico vero “intoccabile”: Kenan Yildiz, blindato fino al 2030 e indicato come il volto attorno a cui ricostruire identità e racconto del club. Pur avendo un valore contabile di appena 526 mila euro e potendo generare una plusvalenza straordinaria, metterlo sul mercato equivarrebbe a sconfessare la strategia.
Di conseguenza, il baricentro delle uscite si sposta inevitabilmente su chi può rappresentare la leva finanziaria principale: Gleison Bremer. Il difensore brasiliano incarna il paradosso dell’estate bianconera: pilastro imprescindibile in campo, è al contempo l’asset internazionale più monetizzabile per fare cassa senza disarticolare l’ossatura della squadra. Le attenzioni, soprattutto dalla Premier League, indicano una valutazione compresa tra 50 e 60 milioni di euro.










