Il crollo diventato totale all’ultima curva contro il Cagliari presenta un conto (salatissimo) a tutti i livelli. Dai piani alti al campo, passando inevitabilmente dal mercato, condizionato dal mancato ritorno nella competizione più importante. Gli introiti persi, con la partecipazione solo all’Europa League, e un appeal diverso, rischiano infatti di ridisegnare anche la strategia di rafforzamento della squadra.
È facile immaginare una campagna acquisti low cost e di basso profilo internazionale. La Champions avrebbe portato nelle casse rossonere una quarantina di milioni di partenza: più o meno quelli che ha incassato il Tottenham l’anno scorso quando ha vinto l’Europa League. Nella nuova Champions, anche solo arrivare ai playoff garantisce 60-70 milioni. In Europa League, invece, il Milan partirà da circa 14 milioni. L’anno scorso l’ottavo posto aveva portato a una cessione eccellente, prima del 30 giugno, per questioni di bilancio: Tijjani Reijnders era volato a Manchester, sponda City, per una settantina di milioni tra parte fissa e bonus.
Ora, la questione sembra riproporsi. Inghippo duplice, in uscita e in entrata. Il Milan contava infatti di chiudere l’affare a zero Leon Goretzka nella prossima settimana, ma il quinto posto finale lo fa uscire dalla corsa: tra le condizioni prioritarie il tedesco aveva messo quella di giocare in Champions League. Stesso paletto, e non il solo, messo anche da Luka Modric. Il contratto firmato la scorsa estate dal 40enne croato parla chiaro: scadenza a giugno di quest’anno, opzione di rinnovo completamente nelle mani del giocatore. Nei mesi scorsi tutto l’ambiente rossonero aveva affettuosamente “pressato“ l’ex Real Madrid affinché restasse. Il regista, dal canto suo, ha sempre riservato parole di affetto per il Milan e Milano. Sembrava orientato a rimanere, quando la Champions appariva in pugno e la permanenza di Massimiliano Allegri una conseguenza. Ora, tutto diverso. Aria di addio. Potrebbe cambiare anche il destino del “pupillo“ di Max, Adrien Rabiot. Domenica sera, il francese è stato tra gli ultimi a uscire dagli spogliatoi, dopo un confronto al quale hanno partecipato anche Gabbia e il tecnico.








