Nel calcio contemporaneo il fattore tempo può incidere più del gioco stesso. E alla Continassa, in questi convulsi giorni di fine giugno 2026, a dominare non sono i sogni estivi o i colpi ad effetto, bensì il conto alla rovescia verso una scadenza decisiva. Entro il 30 giugno, la Juventus deve iscrivere a bilancio una plusvalenza superiore ai 10 milioni di euro. Non è un dettaglio amministrativo: è la base su cui poggiano l’equilibrio industriale, l’affidabilità finanziaria e il margine d’azione del nuovo corso bianconero.
Nominato amministratore delegato e direttore generale il 12 giugno 2026, Giovanni Carnevali è chiamato subito a disinnescare una bomba a orologeria. Considerato un maestro nel valorizzare le cessioni e nel cogliere il momento giusto ai tempi del Sassuolo, deve ora vendere bene e in tempi strettissimi, sotto la pressione di una piazza esigente. L’obiettivo del club è chiaro: inviare un segnale di autonomia gestionale e archiviare definitivamente il capitolo degli interventi della controllante Exor. Negli ultimi anni la proprietà è infatti intervenuta più volte per coprire perdite consistenti, l’ultima con un versamento da 15 milioni, ufficializzato il 30 giugno 2025.








