Sarebbe stato il coraggio di alcuni cittadini a non permettere la riuscita di uno scippo lunedì sera a Bitonto. Poco dopo le ore 20 un malvivente avrebbe derubato un giovane del suo smartphone e di un mazzo di chiavi, per poi scappare a piedi tra le strade della zona 167. La vittima si sarebbe però lanciata all’inseguimento dell’autore del gesto e sarebbe riuscita, grazie anche all’aiuto di alcuni passanti e residenti del quartiere, a braccarlo in via Nacci, a pochi passi dalla locale stazione dei Carabinieri.
Un “placcaggio” da cui l’uomo sarebbe riuscito a liberarsi però prima dell’arrivo di una pattuglia.
Nella caserma bitontina, infatti, per via di altri interventi in corso e della necessità di garantire la sicurezza anche in centro città, dove si stavano svolgendo gli eventi della festa patronale, sarebbe stato presente un solo carabiniere, a cui è vietato dal codice penale militare abbandonare il posto di piantone. Necessario, dunque, è stato per i protagonisti della vicenda seguire le procedure standard e allertare il 112 per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
A chiamare il numero unico d’emergenza sarebbe stato il consigliere comunale d’opposizione Franco Natilla, di passaggio in quella zona. «Il paradosso e la gravità di quanto accaduto lasciano senza parole» commenta il rappresentante de I Riformisti – Fronte del Lavoro. «Come è possibile che una zona così densamente abitata e così vicina alla caserma sia completamente sguarnita alle 8 di sera? Dobbiamo davvero accettare che la sicurezza dei quartieri dipenda solo dal coraggio dei passanti?» le domande che Natilla pone al sindaco Francesco Paolo Ricci e all’amministrazione. «Bitonto non può essere lasciata a se stessa. La sicurezza non si garantisce con i comunicati stampa di facciata - tuona -. Serve pretendere con forza un potenziamento reale degli organici e un controllo capillare delle nostre strade».










