La Commissione proporrà a giugno di aprire il primo capitolo dei negoziati con Ucraina e Moldavia. Giorgia Meloni davanti a un bivio
Ucraina e Moldavia nell’Unione europea? No grazie. Non fa in tempo a diffondersi da Bruxelles la notizia che la Commissione Ue proporrà a giugno di aprire il primo capitolo dei negoziati per l’adesione dei due Paesi ex Urss che dal governo italiano si alza il muro. O meglio, da un pezzo di governo. «La Lega è assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni», demolisce lo scenario il partito di Matteo Salvini. Ma a frenare un po’ a sorpresa è pure l’altro vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani. «Noi siamo favorevoli all’avvio di un percorso che porti l’Ucraina all’interno dell’Ue, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altri Paesi candidati», osserva il ministro degli Esteri. «Per noi la priorità sono i Balcani, fermo restando che l’Ucraina e la Moldavia devono avviare un percorso, devono anche combattere la corruzione, rispettare le regole per far parte dell’Unione Europea. Noi siamo pronti a far la nostra parte per aiutarli».












