La figlia di Santino Tuzi, il brigadiere morto suicida, è convinta che suo padre “non custodisse segreti su Serena Mollicone, oltre a quanto ha detto”.

"Mio padre non custodiva segreti su Serena Mollicone, né su altre ragazzine, così come non aveva tutte quelle amanti che hanno cercato di addossargli durante il processo" a parlare è Maria Tuzi, la figlia del brigadiere morto suicida. Attraverso Fanpage.it ha commentato l'intervento del criminologo Carmelo Lavorino, consulente della difesa della famiglia Mottola, a processo bis per l'omicidio della diciottenne di Arce a giugno del 2001. Ospite alla trasmissione ‘Incidente Probatorio' su Canale 122 Fatti di Nera, Lavorino ha ipotizzato che "Santino Tuzi fosse a conoscenza del fatto che Serena entrava in caserma per incontrare una persona, ma non Marco Mottola; che Tuzi sapesse chi fosse questa persona e che tra loro esistesse un patto amichevole". "A distanza di venticinque anni dai fatti esce fuori un segreto tra mio padre e una presunta terza persona che incontrava Serena in caserma e che mio padre lo sapeva, che conosceva questa persona" commenta Maria Tuzi. Dopo tutto questo tempo ci sono prove per dimostrarlo? Sono convinta che stiano inventando cose che non esistono. Mio padre dopo aver fatto le dichiarazioni su Serena Mollicone è stato trovato morto e indagato come possibile colpevole dell'omicidio. Indagini che hanno poi rivelato la sua innocenza".