Bruxelles – “Quando si parla di diplomazia umanitaria, penso che sia importante avere un canale aperto con tutte le parti“. Lo chiarisce la commissaria europea alla Preparazione e alla Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, in merito all’invito della Commissione europea a funzionari talebani per svolgere dei colloqui sul rimpatrio dei migranti afgani in UE. Dunque, l’esecutivo UE vuole tenere canali aperti anche con soggetti che l’UE non riconosce come legittimi, come i Talebani appunto. “Abbiamo una situazione delicata a Kabul. Siamo ancora attivi, forniamo supporto e aiuti umanitari alle donne, ed è importante rimanere coinvolti in quella regione. Non dimentichiamo che l’11 settembre è iniziato da là. È importante che ci sia un punto di riferimento dove la radicalizzazione è un pericolo, una minaccia reale”, spiega.La conferma di invio della lettera per le autorità de facto dell’Afghanistan era arrivata qualche giorno prima (12 maggio) dal portavoce per gli Affari interni Markus Lammert durante il consueto incontro di mezzogiorno con la stampa al palazzo Berlaymont della Commissione europea. “La DG Affari interni della Commissione europea, insieme al ministero della Giustizia svedese, ha inviato una lettera alle autorità de facto dell’Afghanistan per chiedere la disponibilità a un incontro a livello tecnico qui a Bruxelles”, aveva precisato, aggiungendo che la mossa era conseguente a una richiesta dei Paesi UE.A spiegare l’importanza del dialogo con le autorità de facto afghane è oggi (27 maggio), la commissaria Lahbib, sempre in conferenza stampa in Commissione europea, a margine dell’incontro settimanale del Collegio dei commissari. “Non voglio collegare la migrazione agli aiuti umanitari“, ha aggiunto rimandando la domanda al commissario europeo per la migrazione, Magnus Brunner. “Quando si verifica una situazione di crisi da qualche parte, le conseguenze sono spostamenti di popolazione, contatti fragili, persone in fuga da zone di guerra e così via, ma dobbiamo avere una visione globale. Ciò che sta accadendo in Afghanistan, in Pakistan, in Iran ha un impatto su di noi, e la crisi in Medio Oriente ne è un buon esempio. Penso sia importante mantenere aperti tutti i canali di comunicazione”, osserva Lahbib.Come esempio concreto di diplomazia umanitaria, Lahbib ha citato la sua recente visita nella Repubblica Democratica del Congo, dove ha incontrato rappresentanti dell’organizzazione paramilitare M23 per garantire corridoi umanitari e la riapertura dell’aeroporto di Goma. “Non si trattava di un riconoscimento dei ribelli. Si trattava solo di un’iniziativa di diplomazia umanitaria, quindi completamente neutrale e nel pieno rispetto dei principi dell’azione umanitaria: indipendenza, imparzialità, autonomia”, dettaglia.
UE conferma di volere canale per il dialogo con talebani
Sull'invito a Bruxelles dei talebani Lahbib dice che se "si parla di diplomazia umanitaria, è importante avere un canale aperto con tutte le parti"







