“Facciamo da soli”, minaccia Matteo Salvini, mettendo il carico alle minacce del governo all’Europa. Martedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, supportata dagli industriali, ha aperto le ostilità con Bruxelles – il tema è ottenere maggiore flessibilità di spesa per affrontare le spese energetiche e in prospettiva la manovra di bilancio. Le casse del governo sono vuote. “L’Europa non può essere un gigante burocratico. Vogliamo risposte veloci”, ha detto Meloni sfoderando accenti polemici d’altri tempi. La Lega è il partito antesignano dell’euroscetticismo e a differenza di FdI a Bruxelles è all’opposizione di Ursula von Der Leyen. Non poteva mancare l’occasione di un assalto al fortilizio europeo. “Da ministro dei Trasporti ho bisogno di 6 miliardi ma ne ho solo 1,6. Le regole europee mi impediscono di spendere”, si lamenta Matteo Salvini, comparendo in video alla riunione del gabinetto economico leghista.

È lungo l’elenco di doglianze del leghista. Riguardano il gas e il petrolio russo, ad esempio. “Cinque Paesi dell'Unione europea acquistano combustibile fossile dalla Russia per 1,7 miliardi di euro. Francia e Spagna da sole per 600 milioni di euro”. Perché l’Italia no? Salvini fa i conti alla buona. “La guerra in Iran – dice - costa 500 milioni di euro al giorno, vuol dire 15 miliardi al mese, 45 miliardi a oggi di maggiori oneri”. Di qui la richiesta di una deroga alle regole di bilancio: “Se Bruxelles mi dice: stai morendo e ti lascio morire, non muoio. Le istituzioni sovranazionali non rappresentano niente e nessuno e sono ostaggio di pochi interessi economici. Il governo italiano procederà da solo”.