Scoperta una targa sullo scranno del deputato socialista per ricordare l’intervento del 30 maggio 1924 contro brogli e violenze: parole che anticiparono il suo assassinio
Una targa sullo scranno che fu di Giacomo Matteotti nell’Aula della Camera, come memoria permanente del suo sacrificio politico e civile. A 102 anni dalla morte del deputato socialista, assassinato il 10 giugno 1924 da una squadra fascista, Montecitorio ha reso omaggio a una delle figure simbolo della difesa delle istituzioni democratiche.
La cerimonia ha segnato la scopertura dell’incisione sul banco occupato da Matteotti il 30 maggio 1924 e della targa che ricorda il celebre discorso pronunciato in Aula contro i brogli elettorali e le violenze che avevano accompagnato il voto del 6 aprile.
Ad aprire la commemorazione è stato il presidente della Camera, che ha richiamato il valore attuale di quelle parole come monito in difesa della libertà e contro ogni forma di autoritarismo. Dopo il minuto di silenzio osservato dall’Assemblea, l’omaggio si è concluso con l’applauso dei deputati in piedi.
Fu proprio da quello scranno che Matteotti pronunciò uno degli interventi più significativi della storia parlamentare italiana, denunciando apertamente le intimidazioni e le irregolarità che avevano segnato le elezioni e rivendicando il principio della sovranità popolare:










