I colossi tecnologici che sviluppano strumenti di intelligenza artificiale hanno firmato accordi con il Dipartimento della Difesa americana per l’implementazione delle capacità avanzate di AI sulle reti classificate del Dipartimento. Le aziende coinvolte sono SpaceX, OpenAI, Google, NVIDIA, Reflection, Microsoft, Amazon Web Services e Oracle.Questi accordi, che rispondono alla Strategia di accelerazione dell’AI del Dipartimento della Difesa americana, mettono in luce la volontà degli Stati Uniti di trasformare le proprie forze armate in una forza combattente “AI-first” e di conferire al Paese la loro superiorità decisionale in tutti i domini bellici.Grazie all’integrazione di capacità di IA all’avanguardia e sicure negli ambienti di rete di Livello di Impatto 6 (IL6) e Livello di Impatto 7 (IL7) del Dipartimento, favorita dalle otto big tech nel team della Difesa, la sintesi dei dati verrà semplificata, la comprensione della situazione migliorerà e il processo decisionale dei combattenti in ambienti operativi complessi verrà potenziato.La piattaforma AI della DifesaGenAI.mil, la piattaforma ufficiale di intelligenza artificiale del Dipartimento della Difesa, è già in mano ad oltre 1,3 milioni di membri del personale del Dipartimento, con decine di milioni di richieste e centinaia di migliaia di agenti in soli cinque mesi. Militari, civili e appaltatori stanno già mettendo in pratica queste capacità, riducendo la durata di molte attività da mesi a giorni.Come dichiara Francesco Borgese, Ufficiale Esercito italiano, nel suo articolo per Agenda Digitale, con l’attivazione operativa della piattaforma GENAI.MIL, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) non ha semplicemente adottato un nuovo set di strumenti software, ma ha formalmente inaugurato l’era della “Guerra Algoritmica” istituzionalizzata. Non ci troviamo di fronte a una mera evoluzione della digitalizzazione, bensì a una rivoluzione cognitiva che sposta il baricentro del conflitto dalla potenza di fuoco cinetica alla velocità decisionale e alla resilienza dei modelli di intelligenza artificiale”.Un’intesa già in essereQuesto tipo di collaborazione non è nuova, infatti, è già da un po’ di tempo che le aziende tecnologiche si sono avvicinate al Dipartimento, a conferma anche di come l’intelligenza artificiale abbia acquisito un peso decisivo ormai nei rapporti geopolitici.Basti pensare a OpenAI che mesi fa ha annunciato una nuova partnership militare con Anduril, società di tecnologie della difesa che produce droni, sistemi radar e missili dotati di intelligenza artificiale, consolidando il suo ingresso nel settore della difesa, iniziato già dai primi mesi del 2024.Obiettivo dell’intesa supportare le forze armate statunitensi e alleate nel campo di battaglia per affrontare gli attacchi dei droni costruendo modelli di intelligenza artificiale che “sintetizzano rapidamente i dati sensibili al tempo, riducono l’onere degli operatori umani e migliorano la consapevolezza della situazione” per abbattere i droni nemici.Un altro esempio è la collaborazione, annunciata a luglio 2024, tra Anthropic e Palantir per l’integrazione dei modelli AI Claude 3 e 3.5 di Anthropic nelle piattaforme di Palantir, nota per le sue soluzioni di analisi dati destinate a scopi difensivi.Come ha affermato tempo fa Heidy Khlaaf, scienziato capo dell’AI presso l’AI Now Institute e ricercatore in materia di sicurezza, autore di un documento con OpenAI nel 2022 sui possibili rischi della sua tecnologia in contesti come quello militare, le nuove politiche puntano a flessibilità e rispetto delle leggi, l’accelerazione delle tensioni geopolitiche, in particolare con la Cina, rischia di aumentare la pressione sulle aziende tecnologiche affinché sviluppino strumenti sempre più avanzati per scopi militari. La domanda cruciale è fino a che punto le imprese manterranno i propri principi etici di fronte a interessi geopolitici sempre più dominanti.L’AI al servizio degli USAIl Dipartimento della Difesa americana sta puntando all’intelligenza artificiale come strumento di sicurezza nazionale per dotarsi di un arsenale senza precedenti per rispondere ad ogni tipo di minaccia, come richiesto dalla sua amministrazione, guidata dal Presidente Donald Trump.Secondo Kim Lynch, vicepresidente esecutivo di Oracle Government, Defense & Intelligence, in merito alla collaborazione tra il Pentagono e Oracle, “questo accordo riflette un impegno condiviso tra il Dipartimento della Difesa e Oracle per contribuire a garantire che gli Stati Uniti mantengano una leadership decisiva nell’intelligenza artificiale, nell’ottica di una leadership globale e della sicurezza nazionale […] Introducendo l’IA avanzata in ambienti classificati, stiamo traducendo l’innovazione in un vantaggio operativo dove e quando conta di più”. Emil Michael, Sottosegretario alla Guerra per la Ricerca e l’Ingegneria e Chief Technology Officer del Dipartimento della Guerra, ha dichiarato che “L’integrazione dell’IA avanzata in ambienti classificati è fondamentale per mantenere il nostro vantaggio operativo […] L’accordo del Dipartimento della Guerra con Oracle fornisce l’infrastruttura sicura e ad alte prestazioni di cui abbiamo bisogno per implementare e scalare l’IA negli ambienti più sensibili, mantenendo il controllo sui dati e garantendo che la Joint Force abbia accesso a una suite diversificata di funzionalità di IA”.
Big tech nella difesa USA: ecco gli accordi AI per le reti classificate - Agenda Digitale
Il Dipartimento della Difesa USA ha siglato accordi con aziende tecnologiche leader per integrare capacità avanzate di intelligenza artificiale nelle reti classificate. L’obiettivo è rafforzare velocità decisionale, sicurezza nazionale e vantaggio operativo, mentre cresce il ruolo dell’AI nei rapporti geopolitici






