«Ieri (26 maggio 2026, ndr), in Prefettura a Palermo, è stata condivisa l’opportunità di procedere ad una più efficace regolamentazione degli orari di apertura dei pubblici esercizi e si è convenuto di rafforzare ulteriormente i sistemi di videosorveglianza, con l’installazione di ulteriori 60 telecamere nell’area urbana». Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al question time alla Camera.«Sempre in relazione alle attività di controllo del territorio, nel capoluogo siciliano sono svolte periodicamente operazioni interforze ad "alto impatto" e sono state prorogate fino al 23 ottobre prossimo le aree del centro di Palermo sottoposte a vigilanza rafforzata - ha proseguito Piantedosi - . In aggiunta a queste attività, sono effettuati servizi straordinari, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine assegnati dal ministero dell’Interno. Sono misure che stanno facendo registrare i primi risultati come evidenziano i dati provinciali sulla delittuosità: tra il 2025 e il 2024 si registra un calo complessivo di oltre il 9 per cento e, se il confronto viene fatto con anni trascorsi riferiti, ad esempio, al decennio precedente, la flessione sale a circa il 24 per cento. Riguardo all’azione di contrasto al crimine organizzato, mi limito, per evidenti ragioni di tempo, a fornire i dati più recenti sulla lotta al narcotraffico. A Palermo, quest’anno, 133 operazioni antidroga con il sequestro di 200 chili di sostanze stupefacenti e la denuncia di 162 persone, di cui 145 arrestate».«È evidente che mentre a Palermo si torna a sparare, i boss vengono scarcerati e la mafia si riorganizza, il ministro dell’Interno Piantedosi non ha la più pallida idea di quello che accade in città». Lo ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, nel corso del question time con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Qualche giorno fa, a Palermo, è stato sparato di nuovo un colpo di fucile, stavolta contro una ragazza. Anche gli esercizi commerciali sono bersaglio di colpi di kalashnikov, oltre che di richieste di pizzo. I boss vengono scarcerati, tornano nei quartieri e ricostruiscono la loro rete mafiosa, servendosi delle baby gang come manodopera. Non si vedono più posti di blocco perché i poliziotti sono pochi e, nonostante sforzi enormi, i presidi non funzionano. Sono stati solo uno spot. La città è insomma abbandonata a se stessa e vive una condizione di assoluta insicurezza. Ho per questo chiesto al ministro Piantedosi di trovare delle soluzioni. E lui che fa? L’unica sua risposta è una gara tra governi, dunque una becera polemica politica. Ci aspettavamo delle misure straordinarie, abbiamo scoperto che Piantedosi non solo non sa come risolvere il problema: non ne ha proprio consapevolezza», ha concluso.
Allarme criminalità a Palermo, la risposta di Piantedosi: «Altre 60 telecamere»
Il ministro dell'Interno al question time alla Camera: prorogate fino al 23 ottobre prossimo le aree del centro sottoposte a vigilanza rafforzata









