ROMA - Nel mondo automotive, come per molti altri settori, le truffe sono sempre in agguato. Tanto per fare un esempio, cambiare auto prima delle vacanze, spinti dalla fretta di concludere l’acquisto, può essere rischioso. A lanciare l’allarme è Carfax, azienda attiva nelle informazioni sulla storia dei veicoli, che accende i riflettori sulle 5 truffe più comuni in Italia quando si acquista un’auto usata. Il chilometraggio manomesso è una delle frodi più diffuse e temute. Il contachilometri viene abbassato per far apparire il veicolo meno usurato e aumentarne il valore. Un chilometraggio insolitamente basso rispetto all’età dell’auto, allo stato degli interni o alla manutenzione dichiarata deve sempre far scattare un campanello d’allarme. Meglio confrontare i dati con revisioni, tagliandi e fatture. Attenzione poi ai danni gravi non dichiarati. Vernice non uniforme, componenti non originali, spazi irregolari tra le parti della carrozzeria o interni usurati in modo anomalo possono indicare danni precedenti.
Prezzi molto inferiori alla media, venditori che dichiarano di trovarsi all’estero, urgenza di chiudere la trattativa e richiesta di una caparra immediata sono altri segnali tipici di una possibile frode. Il rischio è versare denaro tramite canali non tracciabili e vedere scomparire il finto venditore subito dopo il pagamento. Un’auto può sembrare in regola, ma essere gravata da fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento o leasing ancora attivo. In questi casi il veicolo può non essere liberamente vendibile, circolabile o trasferibile. Prima di acquistare è fondamentale richiedere un report sulla storia del veicolo che includa i dati di immatricolazione e le informazioni relative agli oneri finanziari, e accertarsi che eventuali vincoli siano stati cancellati. Una delle truffe più gravi riguarda il Vin, cioè il numero di telaio. Alcuni truffatori possono clonare il numero di un’auto “pulita” per mascherare l’origine illecita di un veicolo rubato. Per questo è importante controllare che il Vin punzonato sul veicolo corrisponda ai documenti, che non presenti segni di manomissione e che sia coerente con le informazioni riportate nei database e nei report disponibili.









