A chi si aspettava un momento di titubanza, di incertezza, Pedro Sánchez ha risposto nel suo stile: nemmeno un passo indietro. Nella prima conferenza stampa dopo l'indagine sull'expremier José Luis Rodríguez Zapatero in un caso di corruzione, il leader socialista ha assicurato che intende arrivare alla fine della legislatura e che al momento “non ci sono motivi per cambiare posizione” rispetto all'appoggio a Zapatero.

Nella sala dei Palafrenieri dell'ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, dove Sánchez è arrivato con mezz'ora di ritardo dopo l'incontro con papa Leone XIV, l'attenzione era tutta su questo. L’incontro con Leone in vista della visita del pontefice in Spagna, dal 6 al 12 giugno, e la loro sintonia sul multilateralismo, l'immigrazione, i conflitti, sono passati inevitabilmente in secondo piano in una giornata offuscata, come tutte quelle dell'ultima settimana, dal caso Zapatero. L’inchiesta che ha investito l’ex presidente del governo, una icona della sinistra spagnola, anche oltre il Psoe, il suo partito, ha scatenato una bufera politica.

Spagna, perquisizioni nella sede del partito socialista: si indaga per corruzione e finanziamenti illeciti

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