L'Editoriale

Mercoledì 27 Maggio 2026

MONDO. Epocale è la proposta del cancelliere tedesco Merz di assegnare all’Ucraina lo status di «membro associato» dell’Unione europea. Per la prima volta viene indicata la strada che percorreranno i Ventisette da Grandi.

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Costruita, di proposito, per non diventare potenza, l’Ue è ora costretta a rivedere i dettami dei suoi «Padri fondatori». L’amore per la pace, la tutela della libertà e il rispetto dello stato di diritto mal si confanno con l’odierno mondo dei «prepotenti». Putin, Trump e Xi Jinping hanno, pertanto, compiuto il miracolo di mettere d’accordo gli europei. Il gigante buono sta adesso alzandosi lentamente in piedi, ma servirà ancora tempo per tirare su del tutto la guardia. La questione ucraina ha fatto saltare tutti i muri, superare le paure, mettere da parte le incertezze. Prima sono arrivati gli «eurobond» - debito comune - su cui i membri Ue, per decenni, non hanno mai trovato la quadra. Tutti gli Stati membri hanno concordato di partecipare al prestito da 90 miliardi di euro a Kiev.