Mentre l’epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo continua a estendersi, l’OMS e le organizzazioni umanitarie avvertono che potrebbero servire ancora mesi prima di avere un vaccino efficace disponibile. A che punto siamo sui vaccini in fase di sviluppo.

L'emergenza sanitaria causata dall'epidemia di Ebola attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda si sta aggravando ogni giorno di più. Secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sebbene i casi confermati nella Repubblica Democratica del Congo siano 101 – inclusi 10 decessi – si contano oltre 900 casi e 220 decessi sospetti.

Anche se in queste regioni ci sono stati in passato altri focolai di Ebola, oggi ci troviamo davanti a una situazione particolarmente critica per diversi motivi. A rendere ancora più difficile l'individuazione dei casi e quindi la comprensione della reale estensione geografica del focolaio è infatti la stessa natura del virus che lo ha causato: il virus Bundibugyo – come hanno spiegato Medici Senza Frontiere (MSF) – è particolarmente insidioso in quanto sfugge ai test standard per rilevare altre specie virali responsabili dell'Ebola e non ci sono ancora né vaccini né trattamenti specifici disponibili. "Questa epidemia presenta sfide che non avevamo mai affrontato nei focolai degli ultimi anni" ha affermato John Johnson, responsabile medico di MSF per la risposta all’epidemia. Ecco perché lo sviluppo di un vaccino efficace rappresenterebbe una svolta decisiva per arginare l'epidemia attuale e l'insorgenza di futuri focolai dello stesso virus.