Hossegor, sulla costa atlantica francese: 37,1 °C. Londra: oltre 35 °C. Tutto in pieno maggio, con l'estate meteorologica ancora lontana. Non è una stranezza atmosferica: è il segnale di un continente che sperimenta in anticipo condizioni un tempo impensabili perfino a luglio. E il punto più inquietante non è il record in sé. È la sua precocità.

Météo-France ha censito oltre 350 nuovi primati mensili nelle stazioni francesi e ha definito l'episodio «inedito» e «storico» per maggio, sottolineando che la Francia non aveva mai raggiunto questi livelli prima del 1° giugno. Nel Regno Unito, il Met Office ha registrato 35,1 °C a Kew Gardens il 26 maggio, nuovo record per la primavera britannica, con notti tropicali — minime sopra i 20 °C — che spesso risultano più pericolose delle ore diurne per la salute pubblica.

La cupola di calore e il contesto che cambia tutto

Il meccanismo è noto: un'alta pressione blocca la circolazione, intrappola l'aria calda, favorisce la stagnazione. Ma le cupole di calore sono sempre esistite; ciò che cambia è il pianeta su cui si formano. La climatologa Friederike Otto dell'Imperial College London parla dell'«impronta del cambiamento climatico» su questa ondata, osservando che temperature simili sarebbero state eccezionali perfino in piena estate. I dati di Copernicus e della WMO confermano: l'Europa si riscalda a una velocità doppia rispetto alla media globale, con una temperatura media degli ultimi cinque anni di circa +2,4 °C rispetto ai livelli preindustriali.