Il Bigo è tornato a brillare come nel 1992. In questi giorni si sono conclusi i complessi interventi di pulitura e riverniciatura che hanno restituito lo splendore originario a uno dei simboli più amati, fotografati e identitari di Genova.

I numeri e le sfide di un cantiere

“Contrastare l’azione corrosiva di salsedine, smog e agenti atmosferici – si legge in una nota -su una struttura monumentale esposta sul mare ha richiesto un investimento di circa 2 milioni di euro, una lunga e accurata progettazione e una pianificazione ingegneristica d'eccellenza svolta da IMC Engineering Srl di Genova. I numeri del cantiere testimoniano la portata dell'opera: 10.855 ore di lavoro complessive, 1.300 litri di vernice speciale utilizzati, 2.349 metri quadrati di superficie trattata, che comprende gli 8 pennoni, i 4 archi di sostegno della tensostruttura e i 12 puntoni della copertura.

La collocazione del Bigo – immerso nello specchio acqueo del porto, a ridosso di attività commerciali, ristoranti e in un'area a costante flusso pedonale – ha imposto standard di sicurezza e contenimento severissimi. Per mappare lo stato dell'arte sono stati utilizzati droni di ultima generazione, mentre l'Impresa Donelli (aggiudicataria dell'appalto pubblico) ha introdotto soluzioni tecniche a impatto zero, come una speciale ponteggiatura incatenata direttamente in acqua (senza alcun ancoraggio strutturale al Bigo) per azzerare la dispersione di polveri e vernici nell'ambiente circostante.