Innovare senza tradire la tradizione, continuare a puntare sulla qualità facendo anche squadra per non disperdere le potenzialità e, infine, credere nell'italianità dell'eccellenza. Questi sono i punti chiave del Made in Italy, come è emerso a Ca' del Bosco a Erbusco, Brescia, nella nuova tappa del Roadshow "Tradizione e Innovazione: l'eccellenza italiana si rinnova", organizzata da Made in Italy Community. A introdurre i lavori Roberto Santori, fondatore della Made in Italy Community, che ha evidenziato come "il Made in Italy sta vivendo una fase cruciale. Da un lato cresce nel mondo la domanda di autenticità, qualità e cultura italiana, dall'altro le imprese devono affrontare cambiamenti profondi legati all'innovazione, ai nuovi mercati e alla sostenibilità". Ma per affrontare questi cambiamenti serve una formazione manageriale, come ha sottolineato Marco Bodini, Presidente di Fondirigenti, perché "è importante che proprio le figure a supporto delle aziende, la figura dei dirigenti, che è chiaramente la spina dorsale, la figura apicale ha bisogno di essere costantemente aggiornata, per le grandi aziende ma anche per le Pmi". A seguire si sono svolti due panel, che hanno visto confrontarsi alcuni protagonisti di settori strategici del panorama imprenditoriale italiano, istituzionale e finanziario. Nella prima tavola rotonda ci si è chiesti cosa significhi rappresentare per un'impresa il Made in Italy e della discussione sono emersi come temi principali il concetto di territorialità del prodotto, di senso di appartenenza, ma anche la capacità e il bisogno di innovare, di fare sistema tra le varie realtà territoriali e nazionali. Senza dimenticare, ovviamente, l'obbligo quasi morale di puntare sulla qualità e di evitare facili scorciatoie, restando italiani, anche se con costi superiori. Nel secondo panel, invece, chi affianca le imprese, da un punto di vista bancario o finanziario, ha enfatizzato che per sostenere il Made in Italy i punti chiave sono due. Da un lato, guardando anche ai sistemi di pagamento elettronici, vi è una necessità oggi di ritornare a essere proprietari di asset strategici, quindi garantendo un'autonomia nazionale ed europea rispetto alle grandi potenze, a partire dagli Us. Dall'altro, invece, per aiutare a far crescere le imprese bisogna investire sulla dimensione aziendale, sulla digitalizzazione e accompagnarle nel loro percorso di internazionalizzazione.