Ora c’è anche il passo ufficiale. Come anticipato dal Fatto nelle scorse settimane, la Procura di Roma ha chiesto l’autorizzazione al Parlamento per acquisire tutte le chat intercorse tra il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, oggi detenuto dopo una condanna definitiva per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. La richiesta – anticipata dal Corriere.it – è stata trasmessa alla Giunta per le autorizzazioni della Camera e riguarda i messaggi contenuti nel telefono sequestrato a Caroccia, già sequestrato dagli investigatori del Nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma.

L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire i rapporti tra il parlamentare e il ristoratore nell’ambito dell’inchiesta sul presunto riciclaggio di denaro collegato al clan camorristico romano dei Senese. Delmastro non risulta indagato, ma per utilizzare in un eventuale procedimento le conversazioni che lo riguardano serve l’autorizzazione parlamentare.

Al centro della vicenda c’è la società “Le 5 Forchette srl”, nata nel dicembre 2024 e proprietaria del ristorante “Bisteccheria d’Italia”, aperto in via Tuscolana a Roma. Delmastro e altri politici e imprenditori piemontesi avevano una quota del 50 per cento della società, mentre amministratrice unica risultava Miriam Caroccia, figlia diciottenne di Mauro, cui apparteneva l’altra metà dell’azienda. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, il locale sarebbe stato utilizzato per favorire il reinvestimento di capitali riconducibili al clan Senese, dopo il sequestro e la chiusura di altri ristoranti riconducibili alla famiglia Caroccia, tra cui la catena “Da Baffo”.