Il Medio Oriente è ancora in fiamme. Dopo il lancio di droni verso il nord di Israele, l’esercito di Tel Aviv ha intensificato le operazioni via terra nel sud del Libano, colpendo postazioni di Hezbollah e ingaggiando scontri diretti con i miliziani sciiti sostenuti da Teheran. Secondo Beirut, nelle ultime 24 ore si contano almeno 28 morti e oltre cento feriti.La scorsa notte anche Washington è tornata ad agire militarmente. Gli Stati Uniti hanno colpito un sito missilistico nel sud dell’Iran e alcune imbarcazioni dei Pasdaran impegnate, secondo il Pentagono, nel posizionamento di mine nello Stretto di Hormuz. L’operazione è stata definita “di autodifesa”, ma Teheran ha denunciato una violazione della tregua, minacciando una risposta più dura.Sul fronte diplomatico, i negoziati restano in stallo. L’Iran parla di “progressi” ma precisa che un’intesa non è vicina. Donald Trump mantiene una linea dura: “L’accordo sarà grandioso oppure non ci sarà”. Intanto proseguono i colloqui mediati da Qatar e Pakistan nel tentativo di evitare un allargamento del conflitto.