L’appello del Papa per un Codice etico, che regolamenti la rivoluzione digitale in atto, è ambizioso, ma può essere soddisfatto solo a condizione che “le aziende nel campo della IA abbandonino una logica di mero profitto”. Ne è convinto Giovanni Tridente, professore di Intelligenza Artificiale e Comunicazione all’Università della Santa Croce di Roma, secondo il quale la prima enciclica di Leone XIV, Magnifica Humanitas, "scuote le Big Tech ed è un’occasione preziosa per rendere tutti consapevoli della cornice tecnologica in cui ci troviamo a vivere”.

Davvero la partita della disciplina dell’IA si gioca solo fra le righe dei bilanci delle Big Tech?

“Resto convinto che un Codice etico sul digitale sia potenzialmente possibile, ma passa dalle scelte strategiche delle aziende che sviluppano questi strumenti”.

Eppure il Papa chiama in causa la politica.

“Non c’è contraddizione. La messa a terra è pubblica, certamente, tuttavia occorre una vivace iniziativa popolare dal basso tale da condizionare le scelte d’investimento di chi mette sul mercato gli algoritmi. In pratica, nel caso smettessimo di fare domande a un chatbot, perché le risposte sono piatte, non ci soddisfano e non ci sentiamo sicuri, l’imprenditore probabilmente investirà su un altro tipo di iterazione sociale. La parabola del metaverso ce lo insegna”. Giovanni Tridente, professore di Intelligenza Artificiale e Comunicazione all’Università della Santa Croce di Roma