Bisognerà aspettare il momento più opportuno, ma se c’è una cosa su cui il governo israeliano non sembrerebbe aver dubbi - in fondo viene ripetuto da tempo - è l'espulsione dei palestinesi da Gaza. Un esodo, fortemente incentivato. Il ministro della Difesa Israel Katz lo chiama “piano di emigrazione volontaria”, ma in un post su X garantisce che “sarà attuato, nei tempi previsti e nel modo corretto”.Il pretesto per ribadire questo piano è l’annuncio dell’uccisione a Gaza del capo militare di Hamas, Mohammed Odeh. “Il comandante numero 4 dell'ala militare dell'organizzazione terroristica Hamas a Gaza è stato eliminato ieri ed è stato mandato a raggiungere i suoi complici nelle profondità dell'inferno. A nome del Primo Ministro e mio, congratulazioni alle Forze di Difesa Israeliane e allo Shin Bet per la brillante operazione - ha scritto Katznel suo post su X -. Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre, e così faremo: tutti sono destinati alla morte ovunque si trovino. Ci siamo impegnati affinché Hamas non governi civilmente e militarmente Gaza, e così sarà. Anche il piano di emigrazione volontaria da Gaza sarà attuato, tutto nei tempi e nei modi appropriati", ha aggiunto.Non si tratta di un’esternazione isolata. Negli ultimi mesi diversi esponenti del governo israeliano hanno parlato apertamente di “migrazione volontaria” dei palestinesi dalla Striscia. A febbraio 2025 lo stesso ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato di aver dato istruzioni all’esercito perché preparasse un piano che consentisse ai residenti di Gaza “che desiderano lasciare volontariamente” il territorio di farlo attraverso valichi terrestri, ma anche “tramite accordi speciali via mare e via aria”.La proposta è stata immediatamente sostenuta dai ministri dell’estrema destra religiosa e nazionalista che fanno parte della coalizione di Benjamin Netanyahu. Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha parlato della necessità di favorire l’emigrazione dei palestinesi da Gaza sostenendo che “non esiste altra soluzione realistica” per garantire sicurezza a Israele, mentre il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha definito il piano “un passo importante”, chiedendo al governo di rimuovere ogni ostacolo burocratico per renderlo operativo il prima possibile.Sempre Katz, pochi giorni dopo, ha annunciato la creazione di una struttura amministrativa incaricata di coordinare e facilitare la partenza dei palestinesi verso Paesi terzi. Secondo il ministro, Israele avrebbe aiutato chiunque avesse voluto lasciare Gaza “volontariamente”, predisponendo soluzioni logistiche per l’uscita dalla Striscia.Queste dichiarazioni hanno provocato forti reazioni internazionali. Diversi funzionari delle Nazioni Unite e organizzazioni umanitarie hanno avvertito che qualunque trasferimento di popolazione effettuato in un contesto di guerra, distruzione sistematica e assedio rischia di configurare una deportazione forzata o una forma di “pulizia etnica”, vietata dal diritto internazionale.
Israele rilancia il piano di espulsione dei palestinesi da Gaza. Il ministro Katz: "Emigrazione volontaria che sarà attuata nei tempi e nei modi appropriati"
Il ministro della Difesa annuncia l'uccisione del capo militare di Hamas nella Striscia e, nonostante le condanne internazionali, ribadisce la volontà (mai sopi








