In una Germania in cui cresce la dispersione scolastica, l'associazione JOBLINGE col sostegno di UniCredit Foundation aiuta i ragazzi a progettare il proprio futuro lavorativo. Guardando prima di tutto dentro se stessi
«Ok ragazzi, ora prendete il bicchiere, lanciatelo in aria e provate a farlo cadere in piedi. Pronti? Partenza, via». Campus Efeuweg, comprensorio scolastico all’estrema periferia sud di Berlino. Una luminosa mattina di primavera, fuori. Alexander, Ahmed, Demir, Asil, Lutio, Esna e Alejandro, 16 anni, ridono e scherzano mentre si dilettano al banco col gioco di equilibrio. Non è l’ora di ricreazione. È il cuore di una mattinata decisamente diversa dal solito per la loro classe. Al posto dei soliti insegnanti, oggi alla lavagna c’è una formatrice esterna di nome Antonia. Quello del glass-flip è solo uno dei tanti giochi creativi che propone ai ragazzi. Tra le sfide manuali da tentare in 60 secondi, c’è pure un cordino pieno di piccoli nodi da sciogliere; un foglio di carta da trasformare in aeroplanino in grado di volare; due immagini similari tra cui trovare le differenze. Ci si mette alla prova con occhi, mani e dita. Ma l’obiettivo vero è ragionare poi con la testa su ciò che si è fatto, e non. «Quali sono le attività che vi riescono meglio, e quali meno? Quali sono i vostri punti di forza, e in cosa sentite di dover migliorare?», sono le domande chiave che Antonia pone ai ragazzi.















