La Goletta è il punto di partenza. La Goletta è anche il punto di arrivo di un lungo itinerario che entra nel cuore di Tunisi. Un percorso scelto dal giornalista Leonardo Martinelli per raccontare la città che da qualche anno lo ha accolto, dopo aver fatto il corrispondente per quotidiani da Parigi. Un libro, quello del collaboratore del Gusto, che non è soltanto una guida, ma un viaggio antropologico in una metropoli affascinante anche nelle sue contraddizioni.
Il tour
Si parte dal quartiere sul mare dove un tempo abitavano i pescatori siciliani: la Goletta “è anche quella libertà lì, della sedia di plastica del bar che trascini dove vuoi. Alla luce del giorno, la cittadina appare per quello che è: un frullatore, a tratti polveroso, di case liberty, art déco (dal sapore razionalista italiano), moresche ma soprattutto svariati orrori più recenti – scrive Martinelli – La Goletta è imperfetta, umana. Il nome ispira subito simpatia in tutta la Tunisia. Fa pensare ai ristoranti di pesce a buon mercato, alla possibilità di bersi una birra nei tavolini all’esterno (anche una ragazza da sola, in pieno giorno: no, non è così scontato in un paese prevalentemente musulmano e in un sobborgo popolare…). Donne sono spesso pure le cameriere, strette in jeans attillati. In un negozio di vini, subito accanto al mercato del pesce, c’è una ragazza alla cassa e sarà lei a consigliarti sui vini. Gli uomini scaricano le casse”.







