Sei mesi che hanno bloccato contratti, retribuzioni e diritti alla Regione siciliana. E’ l’accusa delle organizzazioni sindacali Cgil Fp, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil Fp che denunciano il «grave immobilismo» che, per oltre 180 giorni, «ha paralizzato l’assessorato delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, gestito ad interim con operatività ridotta». Una situazione che ha determinato ritardi «pesantissimi» su questioni fondamentali per migliaia di lavoratrici e lavoratori regionali: rinnovi contrattuali 2025/2027, salario accessorio, progressioni verticali, elevate professionalità, welfare e tutele previdenziali.«Mentre nel resto della pubblica amministrazione si registrano avanzamenti concreti - dicono i sindacati - la Regione siciliana continua ad accumulare ritardi che penalizzano economicamente e professionalmente il personale regionale». Tali responsabilità «non possono certamente essere attribuite al nuovo assessore», insediatosi da pochi giorni, con il quale è stato avviato in queste ore un primo confronto. Adesso, però, «servono atti immediati, tempi certi e decisioni concrete per recuperare il tempo perduto ed evitare che siano compromessi percorsi già previsti e finanziariamente sostenibili». Lo stato di agitazione del personale regionale resta confermato: «Adesso, alle parole dovranno seguire i fatti. Altrimenti sarà mobilitazione».