La scuola cambia rotta sull'inclusione: fondi mirati e docenti specializzati al posto delle cattedre a pioggia per combattare la dispersione scolastica degli studenti stranieri.
Dei 931.323 alunni con cittadinanza non italiana, il 65,2% è nato in Italia. Si tratta quindi, in molti casi, di studenti stranieri solo sul piano amministrativo, spesso già pienamente italofoni. Eppure è tra questi studenti che si registra il tasso più alto di abbandono scolastico, triplo rispetto ai coetanei italiani. In questo quadro si inserisce la strategia del Ministero dell’Istruzione e del merito, guidato da Giuseppe Valditara.
La strategia del Ministero contro l'abbandono scolastico
Nonostante la riduzione di 1.407 cattedre di potenziamento, il Ministero ha scelto di concentrare le risorse sull’inclusione in modo più mirato. Restano infatti confermati 762 posti della classe di concorso A-23, dedicata all’insegnamento dell’Italiano agli studenti non madrelingua, in generale quelli di primo approdo. Questi docenti saranno assegnati alle classi in cui almeno il 20% degli alunni è di prima iscrizione e presenta una competenza linguistica inferiore al livello A2, si tratta di studenti che hanno appena cominciato a imparare l’Italiano e non comunicano ancora neppure in attività semplici e di routine. La distribuzione dei posti riflette questa priorità: 591 andranno alla secondaria di primo grado, considerata decisiva per prevenire l’abbandono, e 171 alla scuola secondaria di secondo grado.







