di

Giuliana Ubbiali e Federico Rota

Oggi l’interrogatorio del 59enne, fino a due anni fa lavorava nell’azienda della moglie del ferito

«Non ricordo nulla». Quando, lunedì sera alle 21.30, i carabinieri lo rintracciano e fermano a Sarnico, G.J.P. è in stato confusionale. Sulla sua Fiat Punto, il 59enne di Terno d’Isola non ha la fiocina che, poco dopo le 13.30, aveva usato per sparare un dardo al petto di un sessantenne nel parcheggio dell’Iperal di Carvico con la moglie. Ma a casa i carabinieri gli troveranno 11 coltelli, alcuni dei quali da sub, oltre a un machete, un’ascia e un fucile subacqueo che potrebbe essere lo stesso usato o un altro. Tutto sequestrato.Se parlerà, quest’uomo ha molto da spiegare a cominciare dal movente che potrebbe essere lavorativo, per un legame con la moglie 56enne del ferito: secondo le prime informazioni, fino a due anni fa l’arrestato aveva lavorato nella tessile Carvico Spa in cui la donna lavora ancora, con una posizione di rilievo. «Nessun commento», mantengono la riservatezza dall’azienda.

Stamattina alle 10 la gip Lucia Graziosi interrogherà il 59enne in carcere, alla presenza dell’avvocato Marco Sighinolfi, difensore d’ufficio. Che ieri mattina gli ha fatto visita trovandosi davanti un uomo «fragile e confuso». Cosa si siano detti lo tiene per sé, in attesa dell’interrogatorio e di vedere gli atti. La pm Giulia Angeleri contesta il tentato omicidio, per il potenziale danno ulteriore che la fiocina avrebbe potuto provocare, anche se il ferito non è in pericolo di vita. Comunque, è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Aggressione, ricerche, fermo, interrogatorio tutto nel giro di nemmeno 24 ore. Dopo l’urgenza, ora inizieranno gli approfondimenti.