Nel suo tour di vendetta contro i suoi nemici politici, Donald Trump non ha soltanto rafforzato il suo controllo sul partito, ma ha anche, di fatto, demolito la sua maggioranza in entrambe le camere. E ha liberato le mani del suo grande oppositore Thomas Massie, deputato uscente del Kentucky, che ha perso alle primarie, ma che ora annuncia di voler colpire il presidente dove fa più male, ovvero sulla vicenda legata al processo a Jeffrey Epstein. Va detto che anche al Senato il moderato Bill Cassidy, sconfitto alle primarie in Louisiana, è passato all’opposizione, criticando sia la gestione della guerra e l’istituzione di un fondo di “compensazione” per le vittime presunte della persecuzione giudiziaria all’epoca dell’Amministrazione di Joe Biden. Ma nel caso di Massie si ha l’impressione di essere di fronte a una fronda molto solida nei confronti del trumpismo.La partenza di questa nuova operazione politica è stata domenica con un’intervista al programma di Nbc “Meet the Press”. Le parole sono semplici e vengono scandite con calma. Primo obiettivo: l’attuale procuratore generale a interim Todd Blanche che “ha violato la legge” perché “occulta milioni di file non ancora rilasciata”. Il riferimento è al provvedimento stilato insieme al collega californiano Ro Khanna, dem progressista, con cui ha forzato il rilascio dei documenti relativi al processo al finanziere pedofilo newyorchese. La prova addotta di questo reato di occultamento di parte degli incartamenti processuali viene dalle famiglie delle vittime: “circa 302 file mancano all’appello e sappiamo anche che sono stati pesantemente ritoccati”. Ed ecco il primo annuncio: “Dirò i nomi dei miliardari implicati”. Tre già sono stati rivelati durante un discorso al Congresso: Leon Black, investitore di private equity, Jes Staley, ex amministratore delegato di Barclays, e infine Leslie Wexner, fondatore del gruppo Victoria’s Secret. Poi una nuova accusa a Blanche e al direttore dell’Fbi Kash Patel: “Con loro le condanne sono impossibili”. E la stoccata finale arriva alla first lady: “Anche Melania sa che Epstein non ha agito da solo”. Un colpo di fioretto che serve ad alludere alla vicinanza, sempre negata, dell’allora signora Knauss alla galassia di Epstein. Poi nella giornata di lunedì un altro annuncio, soltanto in apparenza più burocratico: Massie ha già compilato le scartoffie per correre nuovamente nel quarto distretto e rendere quindi il neofita repubblicano Ed Gallrein, scelto personalmente da Trump e da lui sostenuto, un deputato da un solo mandato. Oppure a una carica più alta. Governatore nel 2027? Difficile. Più probabile una corsa alla presidenza dove il deputato prenderebbe le redini di quella corrente che si è formata intorno al malessere per la guerra contro l’Iran e che vuole rilanciare con coerenza l’isolazionismo grazie al quale Donald Trump è stato eletto a novembre 2024 come il presidente che avrebbe abbandonato le “forever wars”.Massie è una figura decisamente più credibile di un Tucker Carlson che ha dalla sua un passato di cantore sperticato delle lodi del tycoon e che non ha mai occupato cariche pubbliche. La piattaforma è presto segnata: America first. E avrebbe dalla sua anche qualche voto antisistema proveniente da sinistra, così come a suo tempo li aveva avuti Ron Paul in occasione della sua campagna presidenziale nel 2012. Come Paul però Massie sconta il fatto di avere idee ben precise ed estremamente radicali soprattutto sull’economia, dato che è un fautore della demolizione degli apparati pubblici federali, un iperliberista e un oppositore strenuo degli obblighi vaccinali. Senza contare il fatto che la sua ostilità alla guerra in Iran spesso diventa antisemitismo camuffato non troppo bene e persino contrarietà ad aiutare l’Ucraina nel suo sforzo contro la Russia. Quindi come possibile candidato ha numerosi punti deboli. Ma di sicuro può continuare a raccogliere fondi ed essere politicamente attivo come spina nel fianco nei confronti del presidente e del mondo Maga che lo detesta senza avere argomenti convincenti che non siano la sua “slealtà” nei confronti del capo. Quindi Massie, pur sconfitto alle primarie, continua con maggior vigore di prima ad attaccare l’Amministrazione e a ricordare le promesse mancate a quel mondo radicale di destra liberista e isolazionista che forse adesso ha trovato un rappresentante che dopo le dimissioni di Tulsi Gabbard dall’intelligence può affermare a buon diritto che questa non è più un’amministrazione “America first”. Solo trumpiana.
Ora è Massie, il deputato nemico di Trump, a covare la sua vendetta, tra Epstein e America first
Pur sconfitto alle primarie, Thomas Massie continua con maggior vigore di prima ad attaccare l’Amministrazione Trump. In un'intervista alla Nbc annuncia: "Dirò i nomi dei miliardari implicati". E ricorda le promesse mancate del tycoon al mondo radicale di destra liberista e isolazionista







