Il nuovo corso di Ferretti incontra la storia. Ovvero, l’amministratore delegato Stassi Anastassov – nominato grazie alla lista vincente nell’assemblea del 14 maggio – a tu per tu col fondatore: una visita al museo personale a Misano, poi un pranzo al mare a Cattolica ("uno dei più belli negli ultimi anni"), che "ha colpito profondamente", "commosso". Anastassov ha raccontato quei momenti alla "famiglia Ferretti", ovvero i dipendenti, con una lettera, la seconda in poche settimane. Perché "ciò che Norberto mi ha detto appartiene a tutti noi".

Anastassov spiega innanzitutto perché è andato dal fondatore: "Perché prima di sapere cosa fare, devo capire cosa ripetere e cosa evitare. Il mio compito, come lo vedo io, è esattamente questo: distinguere fra le une e le altre. E per distinguerle, devo ascoltare le persone che hanno vissuto questa azienda e quelle che ne portano il presente ogni giorno. Fra le persone da cui ho il dovere di imparare, quattro si distinguono fra tutti: Carlo Riva, Norberto Ferretti, Alberto Galassi e Piero Ferrari". Ovvero il fondatore di uno dei marchi di proprietà di Ferretti, il fondatore e due membri dell’ultimo consiglio d’amministrazione, tra l’altro rivali di Weichai (e dunque di Anastassov) in assemblea. Ma comunque un pezzo di storia di Ferretti. A cominciare da Norberto.