HomeForlìCronacaNuova classificazione delle frane: ecco comeConfronto a cura dell’Ordine dei Geologi al centro operativo di Romagna Acque a Capaccio, presente il commissario Curcio.Da sinistra Piero Lungherini (Romagna Acque), la sindaca di S. Sofia Ilaria Marianini, Fabrizio Giorgini (Ordine Geologi) e il commissario Fabrizio CurcioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSi è tenuto nei giorni scorsi al Centro Operativo di Romagna Acque a Capaccio di Santa Sofia un importante momento di confronto tecnico sulla nuova classificazione delle frane, organizzato dall’Ordine dei Geologi dell’Emilia Romagna e che ha visto la presenza anche del Commissario straordinario Fabrizio Curcio, del segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Po Alessandro Delpiano e della sottosegretaria della presidenza Regione Emilia-Romagna Manuela Rontini.

"L’incontro ci ha permesso – precisa il presidente dell’ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna Fabrizio Giorgini – di approfondire e comprendere meglio la nuova metodologia nella classificazione dei dissesti di versante in funzione della loro effettiva dinamica evolutiva". Al centro del convegno, dal titolo ‘Guardare oltre le frane attive e quiescenti’, ha destato particolare interesse e attenzione "soprattutto la nuova classificazione dei fenomeni franosi – spiega Giorgini –:, che propone differenti modalità di valutazione degli stessi, in base alla reale pericolosità del corpo di frana e non più solo allo stato di attività temporale della stessa, ovvero ai tempi di riattivazione (quiescenti o attive), e ci ha permesso di approfondire e comprendere meglio questa nuova metodologia nella classificazione delle frane. Cioè, classificare i dissesti di versante in funzione della loro effettiva dinamica evolutiva consentendo l’attuazione di norme di tutela strettamente aderenti alla pericolosità reale".